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Febbraio 2008
AVVIATA LA COLLABORAZIONE CON LA FONDAZIONE DON GNOCCHI DI SALICE TERME PER UN PROGETTO DI RICERCA SULL'IPERTENSIONE
La nostra Associazione ha recentemente ricevuto dalla Fondazione Don Gnocchi Onlus una richiesta di collaborazione per una ricerca in campo medico che si svolge presso il Centro di “Santa Maria alle Fonti” Salice Terme in collaborazione con l’Università di Pavia.
Lo sviluppo di questo progetto permetterà di verificare che solo con l’apporto di aria modificata in modo da portare la concentrazione di ossigeno a valori simili a quelli dell’aria di montagna di un’altezza approssimativa di 3300 mt., sarà possibile ottenere un miglioramento dei valori della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca e respiratoria, sviluppando una maggiore resistenza all’ipossia in caso di malattie cardiache ischemiche (infarto). Questo trattamento potrebbe permettere in futuro di ridurre le dosi o addirittura eliminare la necessità di assumere farmaci abbattendo nel contempo i numerosi effetti collaterali della terapia farmacologica.
Parallelamente, in altre sedi internazionali, vengono condotte ricerche sugli effetti positivi che la riduzione di ossigeno indotta nell’aria respirata può avere nelle malattie respiratorie o negli atleti durante gli allenamenti.
Referente di questo progetto è il prof. Maurizio Bejor, primario del Reparto di riabilitazione del Centro Don Gnocchi di Salice, che intende offrire ai volontari della nostra sezione alpina l’opportunità di partecipare alla ricerca, che ha una valenza terapeutica eccezionale.
Sono invitati a partecipare tutti coloro che lo desiderano, indipendentemente dall’età e dallo stato di salute. Il volontario viene sottoposto a visita medica, elettrocardiogramma, misurazione della pressione arteriosa e della saturazione di ossigeno. Non vengono condotti esami invasivi (prelievi, endoscopie o altro) né vengono effettuate prove da sforzo. Il partecipante viene soltanto invitato a respirare in condizioni di riposo per circa 50 minuti sotto controllo medico una miscela di aria impoverita di ossigeno tramite un’apparecchiatura che la rende simile ad aria di montagna. Il test respiratorio viene ripetuto quindi per cinque giorni consecutivi e, dopo due giorni di interruzione (coincidenti con il fine settimana) per altri cinque (l’impegno totale è pertanto di dieci giorni). La prova può essere condotta su due partecipanti contemporaneamente. Non vi sono particolari limiti di orari. Previo accordo con l’infermiera professionale del Don Gnocchi sig.ra Dimunno è possibile accedere al test dalle ore 8:30 alle 18:00. Copia degli esami clinici verrà consegnata anche al volontario. Gli esiti dei test saranno utili per il giudizio di idoneità alla mansione di volontario di protezione civile ANA.
Un altro evidente vantaggio che il partecipante può avere è la possibilità di accedere ad una terapia innovativa nel caso si tratti di persona con problemi di ipertensione, o, nel caso di giovane atleta, di sperimentare una pratica che può essere complementare ad un metodo di allenamento.
Il Prof. Bejor ha assicurato che nelle pubblicazioni scientifiche che concluderanno l’indagine, verrà espressamente citato il contributo che la nostra associazione di volontariato fornirà per la buona riuscita della sperimentazione.
Pertanto, chi di noi ritenesse di poter dedicare un po’ di tempo per contribuire alla realizzazione di questo progetto può contattare la nostra sezione (noi ci riuniamo tutti i venerdì a Certosa di Pavia), o rivolgersi al nostro caposezione di P. C., Michele Longo, oppure può inviare una e-mail al seguente indirizzo di posta elettronica: pavia@ana.it
Certosa di Pavia, 1.2.2008
Il Coordinatore del 2° Raggruppamento per la sanità di Protezione Civile
dell’Associazione Nazionale Alpini
(Dott. Paolo Manazza)
Gennaio 2007
COSTITUITA LA SQUADRA SANITARIA DI PROTEZIONE CIVILE
SEZIONE ANA PAVIA
Come noto, l’abolizione della leva militare, che dava linfa alla nostra associazione, provoca non poche preoccupazioni sul futuro dell’ANA. Per poter assicurare continuità ai valori morali che da sempre hanno contraddistinto la nostra storia è quindi indispensabile potenziare le attività di volontariato che già ci vedono protagonisti in vari campi, primo fra tutti quello della protezione civile.
Proprio grazie alle caratteristiche di formazione di tradizione militare il volontariato alpino di protezione civile, a differenza di altre istituzioni, è in grado di intervenire nelle emergenze senza dover dipendere da altri, con i propri mezzi, le proprie infrastrutture (tende, cucine da campo, attrezzature, automezzi…) e volontari esperti in ogni aspetto tecnico.
Al fine di incrementare le potenzialità operative, la Sottocommissione Nazionale Sanità di Protezione Civile A.N.A. nella figura del Coordinatore Nazionale, da qualche anno si è proposta l’obiettivo di far nascere e crescere nelle varie Sezioni delle squadre sanitarie, composte da personale sanitario (medico e paramedico, in primis, ma anche tecnico per le varie esigenze connesse con gli aspetti logistici e di collegamento) e provviste delle dotazioni sanitarie che la Sezione è in grado di fornire.
I COMPITI DELLA SQUADRA SANITARIA
La squadra sanitaria si propone di mettersi al sevizio della protezione civile sezionale al fine di prevenire i rischi connessi con le diverse mansioni svolte dai volontari.
Lo scopo principale è dunque quello di tutelare la salute e la sicurezza degli operatori attraverso i seguenti interventi:
• sottoporre a sorveglianza sanitaria i singoli volontari (visite mediche di idoneità alle varie mansioni previste dalla Protezione Civile) e provvedere alle eventuali vaccinazioni (antitetanica in primis).
• garantire l’assistenza sanitaria ai volontari di protezione civile dell’ANA, sia durante le esercitazioni sia negli interventi reali dell’emergenza.
• fare formazione sanitaria presso le squadre sezionali A.N.A. di Protezione Civile per garantire una conoscenza basilare delle manovre di primo soccorso al maggior numero di volontari.
• collaborare nel teatro della catastrofe con gli enti deputati (ASL, Croce Rossa etc.) al soccorso delle vittime.
• collaborare, con altri, alla verifica della corretta applicazione delle principali norme di sicurezza nei cantieri di lavoro.
POTENZIAMENTO DELLA SQUADRA SANITARIA
Il progetto è giunto ad un buon livello di avanzamento nel Veneto ed in Friuli (3° raggruppamento alpino), è già avviato in Piemonte (1° raggruppamento alpino) mentre è ancora in fase iniziale in Lombardia – Emilia Romagna (2° raggruppamento).
Per questo motivo, in qualità di Coordinatore del 2° Raggruppamento per la sanità di Protezione Civile, mi sono assunto il compito di valutare la possibilità di far sorgere squadre sanitarie anche nelle sezioni di Lombardia ed Emilia Romagna.
Il primo passo consiste nel coinvolgere il maggior numero possibile di personale medico, paramendico e tecnico individuandolo tra il personale iscritto all’A.N.A., ma non solo. Sono ovviamente bene accetti anche volontari simpatizzanti della nostra associazione o che ne condividano lo spirito e gli ideali morali che la contraddistinguono.
Valutata la forza di cui dispone la nostra sezione, si potrà quindi provvedere alle dotazioni sanitarie, anche in accordo con le altre squadre.
Per poter far fronte a questi compiti, la squadra sanitaria deve essere una struttura flessibile, su dimensione sezionale, autonoma dal punto di vista logistico, anche se coordinata con le altre formazioni. Per questi ed altri obiettivi sono necessarie diverse figure.
In sostanza, là dove esistono medici ed infermieri disponibili a costituire la squadra, devono anche esserci “logistici” in grado di garantire autonomia alla squadra stessa: autisti per le eventuali ambulanze, generici per l’allestimento della tenda-infermeria (Posto Medico Avanzato), elettricisti per il gruppo elettrogeno e l’illuminazione, un addetto alla refezione e così via. Naturalmente, questo personale “laico”, non medico né infermieristico, va anche formato con corsi di primo soccorso in modo da avere così altrettanti soccorritori, pronti ad aiutare, nell’emergenza sanitaria, medici ed infermieri.
COME ISCRIVERSI
In conclusione, se in qualità di iscritti all’ANA ritenete di poter dedicare un po’ del Vostro tempo per contribuire alla realizzazione di questo progetto, potete rivolgerVi alla nostra Sezione, rivolgendoVi a:
- Sig. Longo Michele – Responsabile Unità di Protezione Civile della Sezione di Pavia;
- Dr. Manazza Paolo – Coordinatore del II Raggruppamento per la Sanità di PC,
entrambi raggiungibili all’indirizzo e-mail: pavia@ana.it
Se siete a conoscenza di altri operatori medici, paramedici o tecnici disposti a collaborare, anche se non iscritti, potete ovviamente presentarli all’ANA, in quanto nel servizio sanitario del volontariato alpino di protezione civile c’è posto per tutti!
Cordiali saluti.
Il Coordinatore del 2° Raggruppamento per la sanità di Protezione Civile
dell’Associazione Nazionale Alpini
(Dott. Paolo Manazza)
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